L’acqua come il vino: scegliere quella giusta in base al cibo

L’acqua come il vino: scegliere quella giusta in base al cibo

L’abitudine di abbinare i vini ai cibi che vengono mangiati è connaturata nel nostro approccio alla buona tavola. Consumare un antipasto di pesce bevendo un Chianti delle Colline Pisane DOCG è, per molti, un’eresia, ed è comprensibile. Una cosa che si sottovaluta, a tal proposito, è l’influenza che l’acqua ha sul sapore dei cibi. Come il vino, l’acqua va scelta in base a ciò che si ha intenzione di mangiare, alla delicatezza delle pietanze che verranno portate in tavola, alla presenza o all’assenza di spezie nei piatti. Aggredendo un risotto alla crema di scampi con un’acqua molto gasata o troppo ricca di minerali si rischia di compromettere l’esperienza culinaria in questione. Allo stesso modo, un’acqua con una quantità di sodio troppo elevata, se bevuta insieme a un secondo a base di cacciagione, rischia di caricare troppo un sapore già forte di suo e di modificare il rapporto fra il sale e le spezie sicuramente studiato con cura dal cuoco che ha preparato il piatto. Mangiare, dunque, senza tenere conto di quale acqua si porti in tavola significa vanificare gli sforzi dello chef? Decisamente sì. Sicuramente un’acqua sbagliata non può guastare o modificare un sapore tanto quanto quello di un vino scelto male, ma bisogna tenere sempre a mente che, soprattutto nella cucina gourmet, l’equilibrio fra i vari sapori è sempre studiato e meticoloso. Acqua Filette ha il merito di essere un’acqua non solo pura e rispettosa dell’organismo di chi la beve, ma anche assolutamente versatile in cucina: portandola in tavola, non si rischia di rovinare alcun piatto, dai più saporiti ai più delicati. Si tratta di un pregio che poche, pochissime acque possono vantare; uno dei tanti che rende Filette un’acqua unica.